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Deposito strutturale: procedura e sanzioni del Genio Civile

Genio civile che cos’è

Il Genio Civile è nato all’inizio del 1800 come Corpo Reale del Genio Civile, la cui gestione fu affidata al Ministero della Guerra e Marina. Nel 1818 passò al Ministero degli Affari Interni; nel 1859 al Ministero dei Lavori Pubblici ed infine, nel 1977, il Genio Civile è passato di competenza regionale.

Funzioni e competenze del Genio Civile

Il Genio Civile ha la funzione di verificare, controllare e archiviare opere pubbliche e private perché esse siano eseguite legittimamente secondo le normative vigenti. Ha anche la funzione di sovrintendere le opere pubbliche di primaria importanza.

Le operazioni, le tipologie e i tipi di strutture sono raccolti tra gli articoli 52 e 63 del “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” ovvero del DPR 380 del 6 giugno 2001 (G.U. n°245 del 20 ottobre 2001).

Parte II NORMATIVA TECNICA PER L’EDILIZIA

Capo I – Disposizioni di carattere generale (articoli da 52 a 63)

Capo II – Disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica (articoli da 64-76)

Capo IV – Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche (art da 83 a 106).

Deposito strutturale al genio civile: cos’è

Il deposito strutturale è la trasmissione al competente Ufficio Reginale dell’intero progetto delle strutture.

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    Il problema emerge con particolare evidenza quando l’amministratore rassegna le dimissioni e non viene sostituito, quando nessun candidato raggiunge la maggioranza necessaria o quando assemblee ripetutamente inconcludenti non riescono a esprimere una decisione. Situazioni di questo tipo possono essere favorite dall’elevato numero di proprietari, dalla frammentazione delle proprietà, dalla contrapposizione tra gruppi di condomini o dalla complessità organizzativa dei supercondomini.
    Occorre tuttavia distinguere la causa concreta dello stallo dal presupposto giuridico della nomina giudiziale. La conflittualità, la parcellizzazione della proprietà o la complessità del fabbricato non sono, considerate isolatamente, condizioni sufficienti. Il presupposto individuato dall’art. 1129, comma 1, c.c. è più preciso: quando i condomini sono più di otto e l’assemblea non provvede, la nomina dell’amministratore è fatta dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore dimissionario (Legge 11 dicembre 2012, n. 220, art. 9).
    La nomina giudiziale non equivale quindi a un commissariamento del condominio. Il Tribunale esercita un potere sostitutivo circoscritto all’atto che l’assemblea non è stata in grado di compiere. Una volta nominato, l’amministratore non diviene un organo del Tribunale, ma instaura con i condomini un rapporto riconducibile al mandato, come ripetutamente chiarito dalla Corte di cassazione (Corte di cassazione, 2014, n. 16698; 2017, n. 21966; 2021, n. 11717).
    Il contributo si rivolge ad amministratori, tecnici, avvocati e condomini chiamati a gestire una fase di vacanza o di paralisi dell’amministrazione, con l’obiettivo di ricostruire in modo operativo presupposti, procedura, poteri, durata e cessazione dell’incarico.

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